Alla domanda dei PG su cosa egli volesse o cercasse o inerente a Rohl in quel momento o per interrompere un'azione insensata o brusca, Rugen interviene con:
Ai Demoni piace essere avidi, guardate i beni materiali che conservano, sono la loro debolezza e il loro metro di valutare il potere. Io voglio di più, più di questa inutilità. Quando salvai il piccolo Edward da morte certa, strappandolo dalle braccia di Cyric, dovetti ricorrere a tutte le mie abilità di incantatore. Le mie conoscenze per quanto avanzate erano inutili agli occhi imploranti del padre. Un padre come lo ero io.
* Rugen, immerso nei ricordi, osserva Rohl sul lettino con occhi velati di tristezza -
Mi rivolsi ai celestiali, a Mystra, a Shar, nessuno accolse la mia supplica per svelarmi la conoscenza necessaria per completare la trasfusione delle anime!
Ci furono solo Demoni e Diavoli a comprendere la mia richiesta, la mia bramosia.
Il prezzo fu alto.
Troppo.
Ebbi quello che chiesi.
* Rugen si volta verso i PG pronto a qualsiasi evenienza, dietro di sé il portale verso i Regni è ancora aperto -
Ebbi quello che chiesi, ma ero un semplice mortale, reputavo pericolosa la conoscenza che avevo acquisito, la mia sete di conoscenza non era passata. Decisi di dividere dalla mia anima il lato più oscuro, più avido, quello che avrebbe potuto cedere alle lusinghe del potere.
Lì nacqui.
* Rugen è di fronte ai PG, temerario, ormai ha acquisito la parte di anima di Var che gli mancava dal corpo di Rohl -
Usai il cadavere privo di vita del padre si Edward come mio temporaneo involucro, rifiutai la vita in favore della non-morte, preferii le tenebre alla luce.
Nascosi la mia anima, che è parte di quella di Var, nella Tel’kiira. Usai una giovane elfa come genitrice di un mio nuovo corpo, un contenitore pronto per quando tutto sarebbe finito.
Ma qualcosa andò storto.
* Rugen guarda Rambaldo con senso di ripugnanza -
Le mie memorie si affievolirono, il mio spirito diviso non bastava per ricreare formule e rituali. Avevo bisogno della mia anima, intera.
Chiesi di nuovo aiuto ai Diavoli e lì mi imbattei in qualcuno, un essere speciale che mi ricordava con la sua brama di conoscenza, di riscatto qualcosa che avevo dimenticato, sepolto nella mia anima corrotta. Lo accettai come un figlio.
* Rugen volge lo sguardo a Zoryath, il volto si rilassa, gli occhi esprimono nostalgia, le labbra cambiano da colleriche a malinconiche, quasi affettuose -
Era per me quello che Rohl era per Var.
Ma la corruzione mi ha spalancato gli occhi.
* Toccandosi l'incavo dell'orbita oculare priva di occhio, volge lo sguardo a Elebril, tornando ad essere livoroso e altero. -
So cosa io devo fare. Un mondo nuovo, senza magia, senza Trama, un mondo pari ed equo, basta capricci di divinità stupide, goffe e troppo volubili per decidere del destino di qualcun altro.
Ora, sempre.